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… va così….

Pubblicato: 8 maggio 2020 in 2020
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Vivere in una bolla e pensare che tutto stia sostanzialmente fermo: invece no. Uscire, passeggiare lungo il naviglio e l’esplosione di tanta natura che investe, tramortisce, perché era inverno, l’ultima volta che ci siamo visti. L’acqua è pulita e tranquilla, più di me, come sempre, che faccio i conti con le paure e sono tutti sballati.

Mani che non posso più afferrare e che vedo semplicemente allontanarsi e le devo lasciare andare, in questo mondo sterilizzato, che mi fa sentire tutto troppo lontano, irraggiungibile.

Il ricordo di un abbraccio fa quasi male.

Cerco un punto qualsiasi, da fissare e raggiungere, fosse solo un miraggio, sentirei che sto comunque procedendo. Invece vago a vuoto, seguendo traiettorie irregolari dettate dalla regola della lontananza, rimandando a domani un rigore che poco mi appartiene.

In questo mondo senza facce, vorrei disegnare un sorriso sulle mascherine che incontro. Punto.

Metropolitana. La mattina è mia. Programma: camminare, per ore. Da sola. L’itinerario è suggestivo, la musica stimolante, il fisico a posto.

La mia settimana nera, alla fine si è conclusa. Ho perso: fiducia, persone, un po’ di speranza.

Avrei voluto avere un posto altrove, un rifugio, un angolo di pace, per fermare tutto. Anche se, alla fine, passando al setaccio gli eventi, in ciò che è rimasto ho trovato qualche risposta importante.

Sale una bionda. Né giovane né vecchia. Perfetta in tutto. Nell’abbigliamento, credo: non mi vestirei mai così, ma da tutti i singoli eccessi esce una generale armonia. Capelli: una cascata di boccoli ineccepibili. Trucco: forte ma non volgare.

Si specchia tutto il tempo nel riflesso della porta. Sistemandosi ossessivamente i capelli. Si libera un posto. Si siede. Tira fuori dalla borsa uno specchio e continua la sua ricerca del ricciolo ideale.

Sono rapita. Non riesco a toglierle gli occhi di dosso. È il mio opposto assoluto. Mi affascina totalmente.

Devo scendere. Lascio la bionda ai suoi boccoli e ritrovo i miei pensieri. Io non ho più voglia di sistemare, questa è la realtà. Ho solo bisogno di camminare. E andare avanti. E avanti. Avanti.