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Non sei tu

Pubblicato: 15 dicembre 2018 in 2018
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Con chi parli? Perché ridi? A cosa pensi? Perché stai sorridendo? Con chi ti scrivi sempre?

Senza offesa: ca..i miei!

Non è che ogni espressione del mio viso ti riguardi. Anzi..

Dove vado, con chi vado, con chi rido o sorrido, con chi piango… no, questo no, non lo condivido…

Con chi scambio le mie parole, a chi rivelo le mie emozioni, chi mi ascolta, veramente. Chi mi prende in giro, quando ci vuole. Chi accoglie la mia rabbia, accettando reazioni esagerate….

Bene, semplicemente: non sei tu.

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24 ore da dimenticare. O forse no.

Pubblicato: 13 dicembre 2018 in 2018
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È incredibile. Quando ieri mi sono svegliata e ho capito la mia nuova libertà posso dire di essermi avvicinata alla felicità più di quanto non sia successo negli ultimi… quindici anni..?

Poi è iniziato un rosario di situazioni complicate e sgradevoli, fino a sera. E molta di quell’energia mi ha abbandonato.

Oggi non è andata molto diversamente. Fino a sera. Quando la situazione cui tengo maggiormente l’ho recuperata.

Forse il vero viaggio, quello di esplorazione e conquista di nuove terre, prevede che non si possa portare sempre tutto. E anche le cose più care o le persone positive cessano improvvisamente di essere un valore aggiunto.

Probabilmente, alcuni tratti vanno percorsi da soli. O, molto più semplicemente, sono io. Non lo so.

Oggi, all’ennesima spiegazione di una mia scelta, non capita, mi sono chiesta perché. Perché stavo perdendo tutto quel tempo a parlare con chi, da tempo, non mi vede veramente? Perché rispondere a chi, con qualunque intenzione, contesta la mia natura? Nel mio mare non c’è posto per tutto. Né tutti. Nel mio mondo, chi desidera esserci, si mette al mio livello e cammina nella mia stessa direzione. STOP.

Questo è il mio cielo

Pubblicato: 12 dicembre 2018 in 2018
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E questo è il mio volo. Ho dato tanto per scontato. Pensavo di aver capito tutto.

Oggi, improvvisa, la meraviglia: questo è il mio mare. Questo è il mio viaggio. I miei passi. Nessuno traccia più i confini. Nessuno più indica il percorso.

Nessuno può dirmi chi c’è allo specchio. Che lavoro posso trovare, forse. Quali sogni posso fare.

E capisco tutto. Il senso delle idee della mattina, tra colori e segni che mi assomigliano. Capisco (solo io?) i miei chili, riflessi con piacere nello specchio. La mia ricerca, costante, della parte più viva e istintiva. Le chiacchierate, che ogni giorno aggiungono qualcosa alla mia vita. Le scelte, che hanno aperto scenari impensabili. Tutto, finalmente, è chiaro. Oggi. La mia vita. Il mio mondo.

8-12-2018

Pubblicato: 10 dicembre 2018 in 2018
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Mattina di festa, fuori con la solita compagnia: i miei pensieri.

La città addobbata, le vetrine natalizie, la compilation musicale: niente, continuo a non sentire niente.

Ho detto a G: quest’anno, scelta netta. Natale 100% (albero, presepe, biscotti, zenzero e cannella….) oppure 0. Pensaci e fammi sapere. Sono passate due settimane. Nessuna risposta. E quindi: continuiamo così, ignorando il Natale, a casa nostra non entra. Che non sarebbe nemmeno grave, se non entrasse veramente per niente: né il bello né il brutto. Niente. Ma sarà così? Vedremo.

Intanto per qualche ora ho cercato in me una certa dimensione di famiglia. Ho cercato di forzarmi in un ruolo che sento sempre meno, occupandomi con una manciata d’amore di cucina, di bucato, di ordine. Spegnendo tutto il resto. È chiaro che così non funziona. Non posso scegliere di accendere e spegnere parti di me. In ogni caso, giusto o sbagliato che sia, non sarei felice. E nessuno intorno a me lo sarebbe.

Nella mia personalissima ricerca quotidiana, ho ritrovato tanto di me. Mi manca l’habitat. Ma ho fiducia. Più riesco a ridimensionare la parte razionale, più l’istinto è libero, a modo mio, ritroverò tutto. Anzi: troverò tutto. Tutto quello che mi appartiene, veramente. Tutto quello che voglio, veramente. Tutto quello che sono, veramente.

Perfetto

Pubblicato: 2 dicembre 2018 in 2018
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Mi calmo e valuto le ultime cose e non ne vengo a capo. Cammino, mi perdo e parlo, parlo tanto, tantissimo. Ma ancora non ne vengo a capo. Perfettamente.

Però, proprio un bel fine settimana. Pieno, intenso. Perfetto.

Ho visto le persone giuste. Fatto tutto quello che volevo.

Il film condiviso con Giò, con sufficiente suo entusiasmo e totale il mio. Poi, nel buio della sala, una scena di un amore che non può essere, due persone che si dicono che saranno comunque l’una per l’altra tutto tranne il sesso, e le mie lacrime che scendono. E io lo so il perché.

Perché nonostante il mio cuore blindato, non riesco a vivere senza arrivare alla completa profondità emotiva. E pretendere, probabilmente, quello che gli altri non possono o non vogliono essere.

E mi trovo, ancora una volta, con mondi affettivi che mi sfuggono dalle mani. E da quel posto molto vicino al cuore.

Non ho voglia di sentirmi sbagliata. Non mi piace perdere sempre. Ma di fatto…

E camminare di nuovo sola, sapendo che questa volta sarà molto difficile, perché alcuni vuoti sono più profondi di altri. Ma che forse è la cosa più giusta. Per non incrociare destini che hanno viaggiato a lungo paralleli, incontrandosi raramente, e mai veramente, e ci sarà un perché.

Non mi resta che sorridere e sperare di ritrovare tutto da un’altra parte, in una dimensione possibile. Allora scherzando con Giò gli faccio ammettere: Freddie Mercury batte Martin Garrix, almeno oggi.

E, nell’ultimo incontro di oggi, un’amica mi fa una sorpresa, esaudisce un mio desiderio e mi apre il cuore.

Tutto perfetto. Tristezza, amore, amicizia sono la musica di questo mio mondo sempre in costante imperfetto movimento.

E il viaggio continua…

What a wonderful life

Pubblicato: 27 novembre 2018 in 2018
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La lotta con le parole mi ha immobilizzato venti minuti, tre opzioni, tre colori molto diversi. E l’impatto che ognuna di queste parole aveva dentro di me. E immaginare le espressioni di chi avrebbe letto. E l’impatto che queste espressioni avevano dentro di me. Non sono riuscita a scegliere.

Ho abbandonato le righe che ho scritto fino a quando avrò capito che sono “solo” parole, non si tratta della mia vita!

Oggi ho fatto la scelta più giusta che andava fatta, per poi sentire che no, non mi rendeva proprio felice. E sono tornata indietro, sorridendo di tutta questa incoerenza, sapendo che non si tratta della mia vita, ma di un tratto di strada estremamente mutevole, disseminato di attrattive e pericoli e io, salterellando qua e là, spesso cado. Ma poi mi rialzo.

Io non lo so, esattamente, cos’è la mia vita. Il che potrebbe essere giudicato grave, a questo punto. Nessun percorso lineare da seguire per raggiungere il tramonto. Nessun luogo mi aspetta nei weekend. Giusto la Martesana, in transito. E tutto questo, fino a poco tempo fa, mi provocava un senso d’ansia. E di fallimento.

Oggi sento la ricchezza della vita che sto vivendo: l’ebbrezza del cambiamento, la continua scoperta di sfumature e di nuovi territori da esplorare. Nuove forme di amicizia, nuovi desideri inconfessabili. Guardando solo verso l’unica direzione possibile.

Ladra!

Pubblicato: 24 novembre 2018 in 2018
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Là, dove vivo io, è un posto molto particolare. Non si tocca terra: si fluttua. Si vaga. Unico carburante: le emozioni.

Il problema è che non sempre ci si trova nella condizione ideale di avere a disposizione un serbatoio emotivo cui attingere per continuare il viaggio.

Non ditelo in giro… non conosco l’entità della pena. Si, perché io, tante emozioni le RUBO.. ho una dipendenza tale dalle emozioni che mi fa girare alla frenetica ricerca della mia dose quotidiana. Mi piace provare quella trepidazione interiore, quel turbamento che mi fa sentire sempre un po’ oltre. Che rende accettabile un po’ tutto, perché io so come stare bene.

Però.

È giusto?

Quando intercetto emozioni non mie, io continuo a volare, a essere oltre, a guardare un orizzonte sempre più lontano e possibile. A sentirmi da Dio! A volerne ancora, e sempre di più e sempre più forti. Ma le persone che rimangono senza? Posso volare infischiandomene di tutto?

Scusatemi. Io ci provo tutti i giorni. Tutte le mattine decido di fare la brava. Di guardare altrove. Di scoprire nuovi territori. Nuovi serbatoi. Ma non sono così forte. Dopo un po’ sento il vuoto dell’astinenza. E tutto diventa nuovamente accettabile. Il furto. Mi impegnerò. Ma non garantisco.