Posts contrassegnato dai tag ‘vita’

Nel dubbio, stammi lontano

Pubblicato: 14 febbraio 2019 in 2019
Tag:,

Ore 19.30. Sono delusa. Stanca. Voglio solo voltare pagina. Sono sotto casa. Devo attraversare.

La vedo la macchina che arriva. Percepisco la sua velocità. Ma, cazzo: ti devi fermare! Io continuo. Sono sulle strisce. Anche la macchina continua. Non mi fermo. Non riesco a capire se sta rallentando. Un altro passo. Io vado sempre più piano. La macchina si avvicina sempre più. Mi sembra velocissima.

Eccola: la paura. In quel momento in cui non dipende più nulla da me. Non ho margini. Non ho tempo per tornare indietro, né per correre in avanti. La mia vita è nella mano di uno sconosciuto.

Certo: potevo evitare questa stupida sfida. Sono stanca. E delusa. Ma non voglio morire.

Ad un passo da me la macchina si ferma. Non ci guardiamo, non ci vediamo. Non ci insultiamo né ci parliamo. Nel dubbio: stammi lontano. Non ho più margini. Voglio solo chiudere questa giornata.

Annunci

Pensavo…

Pubblicato: 16 gennaio 2019 in 2019
Tag:, ,

… e non è la prima volta, quanto una casa, quando anche l’ultimo dei suoi abitanti se n’è andato, diventi improvvisamente triste.

Ed è incredibile ripensare a tutta quella vita che, giorno dopo giorno, è passata di lì. I bambini e poi i ragazzi, gli amori, le serate, le feste, le grandi cene con gli amici, le litigate, anche violente, i momenti più difficili e tristi. E la risata di un bambino, che avrebbe potuto ridare la speranza; e la porta sbattuta in faccia, che ha aperto la strada all’abbandono prima. Al degrado poi. Al nulla, ora.

Sta arrivando una nuova famiglia, cancellerà le tracce di quello che è stato e costruirà la sua storia. Non saprà nulla di ciò che è passato di lì e noi non sapremo nulla di quello che sarà.

E la casa rimarrà solo un ricordo dentro il cuore di chi è passato di là.

Il magico potere del disordine

Pubblicato: 12 gennaio 2019 in 2019
Tag:, , ,

Ordine nel caos.

Chi mi conosce, chi ha avuto la (s)fortuna di frequentarmi da vicino, lo sa: vivo nel casino! Ho abitato una vita in una casa da copertina, in ordine, pulitissima e curata. Ovunque. Tranne una camera: la mia. Blindata, chiusa a chiave e dentro una montagna di cose, ovunque. Una volta mi hanno detto che era il modo di rendere del tutto inaccessibile il mio mondo. E da allora è finita: il mio disordine aveva una filosofia, perché cambiare?

Poi mi sono scelta una casa e mi sono ritrovata in un mondo che non mi aspettavo e, soprattutto, non avrei mai voluto. Il mio disordine esteriore doveva essere moderato ma, soprattutto, per rendere accettabile la quotidianità, cercavo di mettere ordine nei gesti, nelle parole e nei ritmi, un rigore assoluto per alleggerire le nostre esistenze, perché tutto avesse comunque un senso. Mi raccontavo le favole. E in questo mondo tutto aveva un senso. Tutto appariva persino normale. Non ho mai perso il mio sorriso. Altro, però, sì.

Caos nell’ordine.

Non lo so se sia successo anche prima. Sicuramente io non sarei stata in grado di sentire, vedere e capire.

C’è stato un momento, molto dopo il punto di non ritorno, in cui mi sono  sentita pronta ad aprire le finestre e farmi raggiungere. Da una brezza, inizialmente. Che si è trasformata in un vento via via più forte. Fino a una miracolosa tromba d’aria. Devastazione. Caos!

Il cambiamento ha bisogno del Caos. 

Improvvisamente: sono sparite le certezze, i principi, le idee di sempre. Ho sentito una libertà mai provata prima. Le voci lontane di chi non capiva non mi raggiungevano. Sottofondo senza importanza.

Sacher a parte, ho messo in discussione TUTTO.

Quello che mi ha portato a una vita senza senso, perché mai dovrebbe essere la base per la persona che voglio essere? 

Demolire le certezze. Guardare oltre le idee di me stessa, su me stessa. Distruggere i ruoli, i ritmi, le gabbie. E’ un viaggio senza ritorno ed è magnifico. 

Non è tutta farina del mio sacco. Ho incontrato chi ha saputo farmi procedere superando la normale razionalità, con creatività e come mai ho fatto nella mia vita.

Il castello di rabbia è crollato, e mi trovo a pensare: ca..o! tutto è ancora possibile!

Non lo so se è proprio vero. Alle volte so che sarebbe più facile fermarmi e accettare che è andata così. Sedermi e aspettare. Che l’esuberanza passi. E i desideri si plachino. E l’energia si spenga. E accettare i normali ritmi dell’esistenza. E in qualche modo andare avanti. Rimettere un po’ di ordine fuori di me. E accettare il disordine dentro di me. E…

che ca..o!! NO!!

PS: Grazie. A chi ha portato, porta e porterà disordine nella mia vita.
Ma non è più necessario “occuparsi” di me.

IMMAGINE: Joost J. Bakker [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

…amore…

Pubblicato: 11 gennaio 2019 in 2019
Tag:, ,

L’inquietudine di oggi è sepolta da bocconi e bocconi di cibo insensato. La cena a base di Spritz, triangoli di mais, stick di polenta fritta e salse varie mi ha creato quel giusto senso di disagio. Ma che ca..o sto facendo?

Ora basta, dai!

Mi stanno tornando in mente tante cose, disordinatamente. Disordinatamente le accolgo.

E improvvisamente penso alle parole di un cantante che canta sempre l’amore per la sua donna, la stessa che ha cercato per tutta la vita.

Penso a quelle coppie di amici che tra fidanzamento e matrimonio stanno insieme da trent’anni e da trent’anni condividono, vivono e camminano nella stessa direzione.

Poi penso a me e vedo improvvisamente tutto il vuoto delle scelte sbagliate. Penso a quando, quasi quindici anni fa, ho sentito esplodere dentro di me un amore come mai l’avevo sentito prima. Ed è un flusso che mai si è interrotto: enorme, dirompente. Quella forma così enorme di amore ha occupato tutto lo spazio di un cuore che ha sempre sbandato tra insicurezza e paura.

Oggi cerco delle briciole da cui ripartire, che mi diano quel calore di cui sento un improvviso bisogno. Un amore che mi esploda dentro, che mi faccia sentire forte perché amo. Non un uomo. Non solo mio figlio. Non solo lo scorrere delle parole. Non solo gli scambi con gli amici. Un amore con su scritto il mio nome. Un amore che parli di me, che dialoghi con me e che, finalmente, mi accompagni e mi sostenga per il resto della mia vita.

Treno. Si torna. Vorrei dire a casa, ma non è proprio così. Forse si, per certi aspetti. Ma in realtà sento che tutto quello che so e che voglio, di me e da me, sta dentro lo zainetto che mi porto dietro.

Come sempre, incontrare le amiche di una vita mi arricchisce. Anche solo di domande. Che meritano risposte sincere. Da me e per me. Ci sto pensando.

Anche qui, nei ruoli di sempre, sono stata una figura sbiadita. Come figlia, non ne parliamo. Insofferenza e disabitudine non hanno restituito la migliore me. Come mamma di un ragazzo influenzato.. vogliamo parlarne? sempre in giro e refrattaria a tutti i consigli che arrivavano, assente e arrogante, quindi.

Ok. Devo ritrovare un po’ di dolcezza… prima o poi. Perché sto abbattendo alcuni muri: e lo devo fare con forza, per fare un buon lavoro. Veloce. Inesorabile. Inevitabile. E quello che già vedo, oltre il muro e le macerie, mi piace, mi attrae, mi stordisce e inebria. Devo proseguire per questa strada, perché è quello che voglio.

Per chi si trova lungo la mia strada: pazienza. È un momento di disequilibrio. Ma è uno dei periodi più interessanti e intensi della mia vita. Da molto. Moltissimo tempo.

Un giorno qualunque

Pubblicato: 20 dicembre 2018 in 2018
Tag:, ,

Tempo. Un giorno qualunque, in un inverno speciale, in un viaggio qualunque, in una giornata normale.

Metropolitana. Cuffiette. La mia compilation preferita di questi giorni. Appoggiata nel punto di congiunzione tra due vagoni. La conversazione digitale potrebbe essere sonnacchiosa, vista l’ora. Invece no. È di quelle che entra dentro e scuote.

Mi trovo improvvisamente nuda. I miei occhi scrutano gli occasionali compagni di viaggio, nessuno mi percepisce. Ognuno interagisce col proprio smartphone. Io cerco un’energia simile alla mia, vorrei riconoscere ed essere riconosciuta. Ma non succede, non siamo in un film.

Fingo di cercare un equilibrio, ma in fondo so che mi piace così. Il viaggio non è solo quell’insieme di fermate. Quel ricambio continuo di esistenze che non comunicano tra loro. Un punto di partenza e uno di arrivo. È molto di più.

Sento tutte le mie emozioni che circolano, oggi in maniera dirompente, e provo quella sottile felicità di percepire tanta vita dentro. Mi chiedo dove fosse tutta questa energia, che oggi mi accompagna senza tregua, in luoghi mai nemmeno immaginati.

Dovrei rivestirmi. Ma non mi va. Nuda. Esposta. Viva.

Questo è il mio cielo

Pubblicato: 12 dicembre 2018 in 2018
Tag:,

E questo è il mio volo. Ho dato tanto per scontato. Pensavo di aver capito tutto.

Oggi, improvvisa, la meraviglia: questo è il mio mare. Questo è il mio viaggio. I miei passi. Nessuno traccia più i confini. Nessuno più indica il percorso.

Nessuno può dirmi chi c’è allo specchio. Che lavoro posso trovare, forse. Quali sogni posso fare.

E capisco tutto. Il senso delle idee della mattina, tra colori e segni che mi assomigliano. Capisco (solo io?) i miei chili, riflessi con piacere nello specchio. La mia ricerca, costante, della parte più viva e istintiva. Le chiacchierate, che ogni giorno aggiungono qualcosa alla mia vita. Le scelte, che hanno aperto scenari impensabili. Tutto, finalmente, è chiaro. Oggi. La mia vita. Il mio mondo.