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Shopping.. seconda puntata.

Pubblicato: 19 luglio 2019 in 2019
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Oggi il pomeriggio ha preso una piega inaspettata, fuori da ogni routine. E mi sono ritrovata in mano una manciata di TEMPO… ed ero già nel posto migliore in cui spenderlo.

In un piccolo parco ho mangiato un tramezzino e allontanato tutti i miei dubbi, ho fatto i conti sul tempo e soldi, ho capito che era un’occasione unica.

Ho fatto shopping. In un modo diverso da sempre. Ho chiuso i miei occhi, le paranoie, la lente d’ingrandimento sui miei difetti. Ho solo individuato due vestiti; ho scelto gli occhi di un paio di persone, foto e via! In attesa del verdetto.

Per la prima volta sono uscita leggera. Con un sacchetto, due vestiti, buonumore intatto. Il che mi permette un atterraggio morbido per affrontare il mio fine settimana con la giusta energia e in guardaroba un po’ meno triste.

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(Il) Volo

Pubblicato: 8 aprile 2019 in 2019
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Donna con le ali

Equilibrio e energia. Difficile. Sento molte correnti opposte che vorrebbero trascinarmi via, cerco di non cadere. Mi guardo allo specchio. Solito sguardo severo.

Il corpo è un vestito troppo largo e pesante per la mia anima. Cade male. Dovrei lavorarci un po’ su. Ma il momento non è quello giusto. Il volo è in attesa che le forbici taglino le ultime corde; in sostanza quella stupida insicurezza che tiene in gabbia le parole. Ma ci sono: sono in alto. Non guardo giù, ma avanti, lontano, oltre l’orizzonte.

Là dove c’è (finalmente) una Donna che non è età, che non è chili, che non è muri. Ma è. Colori, emozioni, una certa forma di amore. E’. Ora la guardo, e la vedo, devo solo raggiungerla.

Image by Сергей Горбачев from Pixabay

Poche e fondamentali

Pubblicato: 18 marzo 2019 in 2019
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…regole.

Primo. Evitare di chiudere la settimana guardando “Amore criminale”.

Secondo. Non chiedere al destino, o Dio, o a qualcuno che non c’è più, sempre la stessa sera, di mandare un segnale, una qualunque idea di futuro, una traccia percorribile.

Perché poi succede: una notte d’inferno. Un serial onirico, una puntata dietro l’altra, con un crescendo di violenza, angoscia e follia. E tra un sogno e l’altro non riuscire a capire se si tratti di segnali premonitori o semplicemente di una paura sommersa.

E finalmente la sveglia.

Contenta che sia lunedì. E tra le prime mail la conferma.

Un sogno. Un grande, enorme sogno. Immenso. Si sta per realizzare. Inizio sabato. E tutto il resto non esiste più. È piccolo. E io, per una volta, enorme. Non nelle aspettative di quello che succederà. Perché potrei anche scoprire che non è la mia strada. Che ho sbagliato tutto.

Quello che mi fa sentire veramente speciale è come le cose si siano mosse, passo dopo passo, scelta dopo scelta, per arrivare da me.

Voglio ricordarmi per sempre di questo momento. Per tutti quei tesori nascosti che ho trovato nel mio viaggio e che, ostinatamente, per anni, ho pensato non esserne degna. Riconosco le impronte di chi, in qualunque modo, ha camminato con me, sopportato la mia instabilità, le troppe chiacchiere o i silenzi inspiegabili… grazie.

Il prossimo tratto lo percorro sola. È arrivato il momento. Di sapere. Di capire. E, nel caso, di volare…

L’ultimo filo

Pubblicato: 24 settembre 2018 in 2018
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È che alla fine il volo non lo puoi fermare. E le catene, col tempo, iniziano a spezzarsi. La verità non la puoi soffocare. Prima o poi uno spiraglio lo trova. E si insinua. Fa pulizia.

Piano piano, e poi sempre più velocemente. Tutto prende una nuova forma. Non cedo alla tentazione di abbandonarmi alla rabbia, non mi serve. Mi serve capire sempre di più, è profondamente, dove sono stata fino a oggi.

Poi guardo l’orizzonte. E quel filo che ancora mi trattiene, che è la paura di non farcela. Di cadere rovinosamente. O di perdere la rotta. Ma ogni giorno cambia tutto. In questo esasperante squilibrio, continuo e costante, mi sto ritrovando. Ricreando. Riconoscendo. Le certezze della sera sono già svanite la mattina. E se questo a volte mi toglie il fiato, perché vorrei riposare l’anima già inquieta nella sua personalissima ricerca, capisco di non avere alternative. Muovermi disordinatamente. Avvicinandomi e allontanandomi dagli altri. Accogliendo e respingendo. Toccando. Respirando. Piangendo e ridendo. E in questa danza degli opposti il filo, l’ultimo filo, diventa ogni giorno più sottile.

Three…. two… one…

Pubblicato: 18 giugno 2018 in 2018
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Volo

Le luci si abbassano. Gli ottantamila, allo stadio, urlano, in delirio, per l’inizio del concerto. Uno strumento solo, poche note, apoteosi: ottantamila persone, un’unica assordante emozione.

Io lì, al centro del palco… ehm ehm… al centro della cameretta, rigorosamente chiusa, che afferro la spazzola e inizio a cantare, e ballare.

Era il mio mondo, inaccessibile ai più. Pieno zeppo di disordine, mescolato a sogni, amori impossibili, voli nel regno delle infinite possibilità. Lì dentro ero la più bella, la più intelligente, la più più più…

Potevo essere tutto: dalla campionessa di sci alla rockstar, passando per la grande artista, il medico e l’avvocato…

Le interminabili telefonate con le amiche, piene di enormi certezze: meno avevamo vissuto più eravamo sicure di tutto: dei grandi amori, della prima volta, del senso della vita….

Dov’è finito tutto questo? Quanti compromessi ho dovuto accettare per allontanarmi così tanto dall’essenza delle cose? Perché non pensare che ancora oggi il mondo è pieno di infinite possibilità che sono a disposizione di tutti? Perché cercare a tutti i costi l’equilibrio, se è proprio questo a provocare il buco nero di ansia che accorcia la catena e mi aggancia là dove faccio più fatica a restare?

Quando camminerete sulla terra dopo aver volato, guarderete il cielo perché là siete stati e là vorrete tornare.
(Leonardo da Vinci)

Il mio viaggio perfetto

Pubblicato: 25 gennaio 2018 in 2018
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Metto in loop l’ultima canzone scaricata, un’intensa dedica d’amore di uno dei miei cantanti preferiti.

Auricolari. Vado. Volo. Oltrepasso l’invidia per quello che non ho e, probabilmente, non ho mai avuto, se non per attimi. Guardo le mie mani, esploro i frammenti e vedo solo briciole. Esamino attentamente. Chissà mai che non ci sia nascosto un semino che, piantato nel posto più caldo del cuore,  si trasformi in pianta, rigogliosa, profumata, viva.

No… niente! Non mi resta che preparare il terreno, visto che la primavera è dietro l’angolo. E, con lei, la speranza.

Non ho voglia di rimanere ancorata a terra, sbatto più forte le mie ali, per raggiungere una dimensione tutta mia. Vorrei sentirmi come in quel momento della vita in cui non c’è nessuna differenza tra fantasia e realtà. Un giorno puoi essere la principessa del castello, il giorno dopo scappi dai cattivi. O sei il cattivo che rincorre gli amici, ridendo e sperando di trovarli tutti prima che ti dicano che è arrivata l’ora di interrompere l’incantesimo. Vorrei poter credere che basta un bacio e passa tutto. Vorrei tanto quell’abbraccio forte che scaccia tutte le paure del mondo. Quello che ti fa sentire protetta, ovunque e comunque.

Non posso elemosinare un abbraccio, meglio stare senza, convincermi che non sia tanto importante. Come iniziare la giornata senza un sorriso. Come far finta di non sentire quei silenzi carichi di parole non dette. E di rabbia, talvolta. Faccio una piroetta e stacco tutte quelle etichette che mi hanno accompagnato nel viaggio, ne faccio coriandoli colorati e li lancio in questo cielo azzurro. Guardo le mie ali, non sono mai state tanto forti. Non penso di essere speciale, ma suppongo di essermi accontentata. Voglio solo far parte del club delle persone felici, che male c’è? Esploro la dimensione del tutto è possibile, sicura di non essere io quella sbagliata. E volo, sola. Per ora.

Normalità

Pubblicato: 8 gennaio 2018 in 2018
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Via tutto! non c’è più traccia del Natale, non fosse per gli scatoloni che prima o poi qualcuno si prenderà la briga di accomodare in cantina.

Oggi tutti fuori, spalanco le finestre e cambio l’aria. E’ necessario, di tanto in tanto, non avere niente intorno. Osservo la grande palla trasparente piena di cioccolatini che ho vinto alla lotteria natalizia. Sono ancora tutti là, quasi non mi riconosco.

E mentre aspiro tutti gli aghetti superstiti, ripenso a quelle lacrime. E rifletto se ho fatto bene a buttarla sul ridere, per alleggerire la tensione. Non lo so, vorrei avere tutte le risposte ma non è così. Non so se ho tralasciato qualcosa, occupandomi tanto di me, in questi mesi (non avevo scelta). Il controllo maniacale nella quotidiana lotta tra calorie introdotte e calorie bruciate fa mettere sempre me al primo posto: è giusto? E tutto questo percorso mi ha portato a fare luce solo su una parte di me, la porzione in ombra scalpita per trovare la sua ribalta, e vivere al sole!

Ed è la strada più difficile, occultata da mille paure e insicurezze.

Quindi, amore mio, sappi che quando ti dico di credere in te stesso so benissimo che non è facile, soprattutto quando punti di riferimento tanto importanti per te ti dicono che non sei all’altezza.
Credimi, può succedere che si gettino sulle spalle degli altri la sofferenza e la rabbia, non sapendo se le spalle sono abbastanza forti per sopportare quei pesi. Tu sei stato bravissimo. Ma ti sei tenuto tutto dentro, e ora che la vita ti richiede di volare, hai un peso che ti trattiene a terra. Liberatene! Ascoltami, ti prego. Ignorando le ferite, non cicatrizzano. Curandole, ritroverai la leggerezza che è giusto tu abbia. Per chi sei, per come sei, per l’età che hai. Per quello che vuoi: ‘normalità’. Non la luna, normalità.

PS: hai pianto per un complimento, è così doloroso sapere di avere una bella testa?