E’ lunedì e si ricomincia

Pubblicato: 16 gennaio 2012 in 2012

È arrivato il momento che anche il dolore deve trovare posto nella normalità, nella quotidianità. Bisogna ricominciare a vivere, lavorare, accompagnare il bambino a scuola, sorridere a coloro che si incontrano, interagire con il sorriso con le persone che si amano, gli amici, i conoscenti più prossimi.

Prima della fatidica data, ero nel bel mezzo di un cammino di cambiamento che mi riguardava nella sua totalità. Il fisico, il lavoro, il mio rapporto con l’autostima, gli affetti. So che in tutte queste sfere mi merito molto di più di quello che fino ad oggi ho costruito. Non ho mai amato, e tanto meno posso farlo a questa età, dare la colpa a mia madre per le difficoltà che ho incontrato nella vita. Dare la colpa non mi interessa. Né mi assolve, mettendo la responsabilità al di fuori di me stessa. Ma oggi, parlando con un’amica alla lezione di inglese di Giò, tra una chiacchiera e l’altra ho ammesso una cosa. Mia madre molto spesso basa il suo giudizio sul concetto di bello. Formalmente bello. Fisicamente bello. Esteriormente bello.

E c’è stato un momento durante la mia crescita che ho talmente odiato questo concetto ad arrivare a sabotarmi, pur di non corrispondere ad un modello che poteva piacere a mia madre. Io che ho poca memoria, mi ricordo perfettamente quando un amico di famiglia pensando di farmi un complimento mi disse: “tu sarai una bellissima adolescente”. Lo avrei preso a calci. Ho cercato di combattere con tutta me stessa, ho cercato di essere il più possibile trasparente. Non sempre ci sono riuscita. E quando ce l’ho fatta non ero poi così felice. Purtroppo però avevo acquisito un modo di essere. Quando mi sentivo valutata solo per la mia parte esteriore, iniziavo ad ingrassare, a portare tagli improbabili, vestiti anonimi. Ringrazio oggi quella persona che, in uno dei periodi più cupi, mi ha dato quella carezza che mi ha fatto ritrovare la strada.

Torniamo ad oggi. Sto ritrovandomi anche allo specchio, non sempre mi piaccio, ma ci sto lavorando. Vorrei essere considerata anche per la mia esteriorità, ma apprezzo anche quando mi fanno solo un complimento sul sorriso: ‘sempre felice, signora?’. Già: signora. Felice, ci provo.

E per una volta vorrei abbracciare quella bambina bionda fossette e occhi azzurri, quella adolescente imbronciata, la versione iper-magra di me e quella grassa e tutte insieme, sorridere, ridere, e… fanculo: ora siamo libere!

commenti
  1. Brava!! Questo post deve essere festeggiato!! Qualche idea? 😉

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